Le truffe degli abbonamenti on line

di Giuseppe Mammino20150919_124833

A chi non è mai capitato di ritrovarsi ad aver sottoscritto un abbonamento online senza  neppure conoscerne l’esistenza?

Sembra che questo avvenga con molta facilità, specialmente oggi, grazie ai nostri telefonini multimediali e interattivi che ci permettono di rimanere collegati alla rete internet anche fuori delle nostre mura domestiche e visionarne i suoi contenuti, rimanendo costantemente aggiornati tramite social network, mail e ai sistemi di messaggistica istantanea come WhatsApp.

Tutto questo è semplicemente stupendo ma come sempre l’essere umano aguzza l’ingegno, attivandosi per cercare di ricavarne illeciti profitti, spesso a discapito dell’ignaro navigatore.

Sembrerebbe che ormai non esistano più siti che non riportino banner pubblicitari che reindirizzano il navigatore su altre pagine, spesso pattume, proponendovi qualsiasi tipo di servizio e prodotto.

Fin qua potrebbe essere sopportabile se non fosse che qualche volta, a causa di un’ errata digitazione su un banner con il conseguente reindirizzamento a un sito esterno, potremmo ritrovarci ad aver sottoscritto un abbonamento on line violando ogni legge sulla privacy e codice del consumo.

Potrebbe persino capitarci di trovare all’interno della nostra casella di posta o sulla nostra messaggistica istantanea un messaggio, che permetta di essere cliccato e raggiungere quindi un sito internet, del tipo – GUARDA LE TUE FOTO – oppure – LE TUE FOTO SONO QUI – per ritrovarci abbonati a un servizio mai richiesto e con l’immediato credito detratto dalla nostra prepagata o addebitato sul nostro abbonamento, senza aver dato, come prevede il codice del consumo, il nostro esplicito consenso.

Molti, cullandosi del fatto di non avere credito a sufficienza sulla propria sim, che possa far fronte al costo dell’abbonamento, non si preoccupano più di tanto ma ciò non toglie che alla prima ricarica utile tale spesa (che si aggira intorno alle 5,00€ a settimana) verrà detratta, ritrovandosi a non poter effettuare chiamate o inviare messaggi e con il credito in negativo. Potreste aver attivato un solo abbonamento e quindi ricevere un ammanco “relativamente contenuto”, come invece avreste potuto attivarne diversi, come è avvenuto ad un nostro associato che ha ricevuto una fattura di ben 187,50€ contrariamente alle 40€ bimestrali che avrebbe dovuto normalmente ricevere per il servizio dati sottoscritto.

Tutto questo non può che avvenire se non grazie alla complicità delle compagnie che gestiscono i servizi di telefonia mobile, le quali hanno stipulato dei contratti con società “esterne” per la gestione di servizi, come: suonerie, loghi, messaggi a tema, meteo e materiale a rilevanza pornografica.

Sappiate che tutto ciò è ILLECITO  e nel caso dovesse accadervi le compagnie DEVONO restituirvi il maltolto.

Esistono comunque dei rimedi per evitare che questo possa accadere.

Chiamate la vostra compagnia telefonica e con la speranza che riusciate a parlare con un operatore, chiedete la disattivazione alla ricezione di messaggi pubblicitari e di tutti e gli abbonamenti attivi e futuri ai servizi esterni e se tutto avverrà correttamente riceverete un messaggio che vi  informa della avvenuta disattivazione. Nel caso in cui questo non dovesse avvenire, richiamate la compagnia e informateli che non avete ricevuto il messaggio di disattivazione.

Vi consigliamo di conservare tale messaggio, sarà utile a dimostrare che qualsiasi abbonamento venisse attivato senza il vostro esplicito consenso, anche dopo la data di disattivazione, è da considerarsi illegittimo.

Potete sempre fare ricorso al comitato regionale delle comunicazioni della vostra regione, chiedendo la conciliazione che è la procedura per risolvere le controversie in materia di comunicazioni elettroniche tra utenti e operatori derivanti dal mancato rispetto (a giudizio dell’istante) delle disposizioni relative al servizio oggetto del contratto e dei diritti degli utenti finali stabilite dalle norme, dalle condizioni contrattuali e dalle carte dei servizi.

Il tentativo di conciliazione dinanzi al Corecom competente per territorio è obbligatorio prima di ricorrere alla giustizia ordinaria.

Per qualsiasi chiarimento contattateci al nostro servizio mail associazioneagoracatania@gmail.com o tramite questo sito, saremo lieti di offrirvi il nostro supporto.

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